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Il Comitato Leggere tra le ruspe risponde alle dichiarazioni dell'Assessore alla Cultura dott.ssa Ferraris:

Gentile Assessore, se una cosa funziona bene lì dov'è, perché bisogna spostarla?
Il Centro Cinema Lino Ventura (alias Videoteca) è una importante struttura del settore culturale, funzionale ed efficiente, apprezzata dai cittadini e dagli insegnanti delle scuole di Parma.
Si trova dal gennaio del 1998  nella sede su via d'Azeglio dove dispone di un ingente patrimonio documentario (18997 audiovisivi, 2963 documenti sonori e 566 documenti digitali e 5418 volumi e opuscoli) e ora dovrebbe essere trasferita nei locali della Biblioteca Civica per fare spazio, si dice, ad un'altra Biblioteca al momento priva di sede adeguata, la Biblioteca di Alice.
Tra l'altro, Assessore, per Sua stessa ammissione, lo spostamento della Videoteca in Civica porrebbe il problema di dover spostare altri fondi bibliotecari da lì altrove, dal momento che la Civica ha seri problemi di spazio.
Pur essendo fermamente convinti  che la sede ottimale della Biblioteca di Alice  debba essere nel quartiere originario, il Pablo, ci chiediamo:  non avrebbe allora molto più senso spostare tale struttura provvisoriamente nei locali vuoti dell'Archivio Comunale a fianco della Videoteca, invece di generare un inutile e dispendioso vortice di spostamenti e sostituzioni?

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E' passato quasi un anno da quando abbiamo "inaugurato" il nostro primo calendario di iniziative a cui abbiamo dato il nome, un po' ambizioso, di Casa del Popolo Parma.

Scrivevamo ormai un anno fa "la Casa del Popolo vuole essere uno spazio di iniziativa culturale e politica, di confronto, di aggregazione, di solidarietà e socialità".
Sicuramente c'è tanto lavoro ancora da fare e tanti sono i progetti che ci aspettano nei prossimi mesi, intanto, ci piacerebbe passare con voi due giorni di festa, fra parole, balli, note e cene in compagnia.

IL PROGRAMMA:

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La vicenda della speculazione mancata sull’Ospedale Vecchio di Parma è molto interessante, anche perché ha segnato una delle poche sconfitte  dell’arroganza  cementicola  di Ubaldi e Vignali, i quali  in quasi dieci anni di assalti a questo monumento rinascimentale non sono riusciti a portare a termine il programma di riqualificazione-devastazione così ben realizzato in altre vicende qui analizzate.
Di questa vittoria l’Ospedale Vecchio porta però i segni e le ferite: dal 2003 al 2011 l’Amministrazione Comunale  ha lasciato intenzionalmente  cadere a pezzi il complesso al fine di dimostrare la necessità della sua privatizzazione con la ridicola scusa che “non c’erano soldi per i lavori”, giusto mentre  - come abbiamo visto - centinaia di milioni di euro venivano letteralmente sputtanati  per le opere pubbliche più insensate e inutili che la storia di Parma dell’ultimo secolo  ricordi; inoltre non contenti di questo trattamento Ubaldi,  Vignali  e il suo assessore alla cementificazione  Aiello pensavano bene di sfregiare il complesso monumentale autorizzando la costruzione a soli 6 metri dalle sue mura di un parcheggio sotterraneo a tre piani sormontato da un edificio di altri due piani. (1)
Se l’Ospedale Vecchio non è stato privatizzato, sventrato e riempito di appartamenti di lusso, alberghi, ristoranti  e boutiques,  se non è stato distrutto nella sua identità storica come era nelle intenzioni (e come son riusciti a fare con la Ghiaia), buona parte del merito va alla battaglia di Arrigo Allegri e della sua Associazione Monumenta, attorno alla quale si è costituita una rete di intelligenze che nel corso degli anni ha saputo imbrigliare e sabotare il piano degli speculatori.

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Contro la guerra nel cuore dell'Europa, voluta dall'imperialismo USA e UE a fianco dell'Ucraina antifascista!

Un'iniziativa contro la guerra in Ucraina, a sostegno delle forze antifasciste, con proiezione di filmati e interventi; interviene in particolare Manlio Dinucci, saggista e giornalista del Manifesto esperto di problemi internazionali.

Mercoledì

ore 20.30

Piazza Giacomo Matteotti, Parma

Intervengono:

MANLIO DINUCCI, giornalista.
GIULIA BERDIBAEVA, cittadina dell'ex URSS.

Coordina:
PIER PAOLO NOVARI, Comitato Antifascista e per la Memoria Storica.

Aderiscono:

Partito della Rifondazione Comunista
Partito dei Comunisti Italiani
Coord. L'Altra Europa con Tsipras
Liberacittadinanza
Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia
Ass. Italia-Cuba circolo "Sanchez - Vertì"
Commissione Audit
SPA Sovescio
Rete Diritti in Casa
Insurgent City

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Un ciclo di video per conoscere meglio la storia dei movimenti sociali del nostro paese e degli USA, attraversando due decadi fondamentali per le lotte studentesche e operaie.
Apriranno il ciclo due documentari sulle esperienze dei WeatherMen e del Black Panthers Party, nate in contesti sociali differenti (i ghetti afroamericani e le università) ma entrambe all'interno della grande stagione di contestazione in USA che attraversò gli anni 60 e 70. Di particolare interesse sono le soluzioni e i programmi con cui questi due gruppi affrontarono questioni centrali per ogni movimento rivoluzionario: dall'educazione alla presa di parola degli sfruttati, dalla lotta contro la guerra e l'imperialismo USA fino alla necessità di pratiche di solidarietà attiva e di autodifesa dalle violenze poliziesche.
E' questo il filo ideale che vorremmo tracciare con i movimenti rivoluzionari italiani e gli eventi che li videro protagonisti proprio negli stessi anni. Nonostante la lotta di Liberazione dal fascismo, l'Italia non uscì dallo sfruttamento delle classi subalterne e conservò un apparato repressivo di stampo fascista; così una nuova generazione di studenti e operai cercò, attraverso nuove forme organizzative e pratiche di lotta, di riprendere un "rivoluzione interrotta". Per questo, nei due successivi incontri, attraverso il racconto di alcuni eventi, cercheremo di descrivere la complessità di quel lungo ciclo di lotte.
Nostro fine è quello di analizzare questi momenti storici, cogliere gli elementi di continuità con il presente, riuscire a rielaborare quegli esempi organizzativi e di lotta facendone tesoro nelle sfide che si pongono davanti a chi come noi ha l'esigenza e l'obbiettivo di un cambiamento radicale della società.

Domenica 22 giugno - ore 21.00
"The Weather Underground"

Giovedì 26 giugno - ore 21.00
"Seize the Time"

Giovedì 3 Luglio - ore 21.00
"Benny Vive"

Giovedì 10 Luglio - ore 21.00
"La cacciata di Lama"

Tutte le proiezioni si terranno presso lo Spazio Popolare Autogestito Sovescio, via Bixio 61, Parma

Organizzano: Insurgent City e Kollettivo Giovanile Autogestito

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Dj Fast presenta:

Parma Black Sound Pt 2 (Summer Edition)

Live Showcase:

-Sysma & Dre

-Tony Impresentabile

-Dj Prizm

-Dj Keyel

-No Fang

-Vampa Mc

-Mala Manera

Open Mic per gli Mc presenti
Aperitivo con buffet dalle ore 20.00
A concludere Ragga & Reggae Music in Vinile
presso Spazio Popolare Autogestito Sovescio, Via Bixio 61, Parma

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Sui fatti di Lunedì 9 Giugno, comunicato della Rete Diritti in casa

Oggi eravamo come tanti giorni a difendere due nuclei sotto sfratto. Persone colpevoli di aver perso un lavoro, di non aver un reddito sufficiente a garantire la rendita dei soliti noti a Parma.
In via d’Azeglio l’ufficiale giudiziario si è presentato con la Polizia. Polizia che, approfittando di un presidio completamente composto da migranti, non ha perso l’occasione di fare la voce grossa, di minacciare, di impaurire, di strattonare e di malmenare chi era solidale con la persona. I nostri eroi in divisa non si sono fatti problemi, nonostante la presenza di invalidi e minori. “Parassita” era il termine con cui questi ‘’professionisti’’ si rivolgevano agli attivisti, fra un “ti svito la testa” e un “vi butto tutti giù dalla finestra”. Arroganti come al solito con i più deboli non hanno invece proferito parola nei confronti del proprietario che più volte ha assunto comportamenti penalmente rilevanti.
Il presidio trovatosi impreparato di fronte ad una tale manifestazione di ignoranza e cattiveria ha reagito comunque in maniera determinata e orgogliosa sapendo rimanere al proprio posto, disobbedendo ad ordini illegittimi e rivendicando il proprio diritto a sapere quello che stava succedendo, per dare sostegno a questa persona.
I rambo hanno abbassato la cresta e i toni.
E’ finita con lo sfratto eseguito, un trattamento sanitario obbligatorio per l’inquilino moroso in ospedale, un militante migrante (rimasto solo dentro l’appartamento insieme a quattro poliziotti) ferito e poi suturato a causa dell’intervento evidentemente non troppo leggero degli agenti.
Quindi tutto bene quel che finisce bene direte voi: la sacralità della proprietà privata è stata rispettata, eseguendo il volere del proprietario a discapito della dignità dell’abitante; è stata distribuita la razione giornaliera di insulti e minacce (e per i più fortunati anche botte) nei confronti di chi si oppone a questo ordine ingiusto di cose; le forze dell’ordine e la loro legalità a senso unico hanno vinto, forse a discapito della Vera Giustizia e dei diritti, primo fra tutti quello ad avere un tetto, ma queste sono quisquiglie..
E invece no: non paghi dell’andamento della giornata i nostri agenti sono andati in ospedale a farsi refertare. In Italia funziona così, come si fecero refertare gli agenti che uccisero Federico Aldrovandi, pratica comune per le forze dell’ordine quando hanno qualcosa da nascondere.
Le minacce, le denunce, gli abusi non fermeranno i nostri progetti, che evidentemente iniziano a fare paura a molti, agli speculatori come ai politici di professione, passando per i giornali che della disinformazione fanno il loro obiettivo, servendo solamente gli interessi dei proprietari, come la beneamata Gazzetta degli industriali. La stessa Gazzetta che solo pochi giorni fa ha lanciato un attacco POLITICO verso il Sovescio occupazione abitativa e sociale che dell’integrazione tra migranti e il quartiere in cui vivono ne ha fatto uno stile di vita.
Tutto questo non fa altro che incrementare la rabbia. Ormai gli argini sono troppo stretti per questo fiume in piena, noi siamo qui determinati e orgogliosi nella lotta.
Ci vediamo nelle strade!

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Nell’articolo pubblicato domenica 8 giugno della Gazzetta di Parma riguardante via Bixio, la strada che ci ospita viene descritta come “malata” e ancora lontana dalla guarigione, con attività commerciali che chiudono in continuazione e tanti stabili che rimangono sfitti e abbandonati al degrado.
In pancia, un articolo del prezzolatissimo Gian Luca Zurlini ci riguarda e dunque attira immediatamente la nostra attenzione. In questo secondo articolo, l’Spa Sovescio viene descritto come una “spina nel fianco” per i residenti della via; è più che esplicita l’associazione che Zurlini tenta di fare in questo modo tra la presenza del Sovescio e la condizione di abbandono della via, dichiarando senza mezzi termini che “nessuno dei residenti è disposto a dichiararlo apertamente per paura di ritorsioni”. Aldilà di queste illazioni che meritano una querela, ci chiediamo che metodo abbia utilizzato il giornalista per portare a termine la sua profonda “inchiesta sul campo”, ma è chiaro che più che d’inchiesta si debba parlare di opinioni o supposizioni personali su relazioni e realtà esistenti all'interno del quartiere che Zurlini non ha mai visto o indagato per davvero.
Il nostro prosegue affermando che il PROBLEMA sarebbe rappresentato -testuali parole - dalla presenza di una palestra popolare e spazi adibiti ad attività culturali. Ci si chiede allora da quando in qua attività sportive, culturali e didattiche siano così dannose alla salute o pericolose per chicchessia… Probabilmente a Zurlini e al suo giornale, in realtà, danno più fastidio quei valori che tentiamo di promuovere con le nostre attività, più che le attività in sé stesse: l'antifascismo, l'antirazzismo, l'antisessismo. Se per Zurlini certi valori sono motivo di esclusione, dichiariamo di essere ben consapevoli e ben felici di ripudiare razzismo e fascismo, a partire dallo stabile a cui abbiamo ridato vita. Il resto dell’articolo infatti, non può che descrivere abbastanza verosimilmente tutto quello di cui legittimamente ci occupiamo, salvo chiudersi alla fine dichiarando che ormai rappresentiamo un "problema di ordine pubblico" per il via vai che le
nostre attività hanno richiamato. Zurlini però deve chiarirsi con se stesso: preferisce la desertificazione o la vivacità in via Bixio?
E’ vero che ci siamo ripresi un diritto, quello di poter avere un tetto, in quanto famiglie che non avevano che la strada, così com’è vero che all’interno del Sovescio vengono organizzati corsi gratuiti di arabo e d’italiano, di meditazione, di tango, di pugilato, di jujitzu, cineforum, presentazioni di libri e così via. Solo, non capiamo a quali residenti possano dar fastidio o quali gravi problemi di "ordine pubblico" possano scaturire da una normale e libera partecipazione associativa.
Per questo, nei giorni che verranno, a differenza di Zurlini, andremo realmente a confrontarci con i nostri vicini per sapere se le parole della Gazzetta di Parma corrispondano al vero o se, come crediamo noi, quest’articolo non sia che l’ennesimo attacco allo spazio Sovescio e a tutte le persone che lo abitano e frequentano.
Vorremmo inoltre ricordare alla Gazzetta di Parma, ai suoi proprietari ed ai suoi “giornalisti”, che il problema che affligge via Bixio, ma anche tutte le attività commerciali del centro storico, sono proprio lescelte politiche e speculative nei decenni sponsorizzate dal vostro “giornale”, che hanno voluto la proliferazione di centri commerciali e che rendono Parma una delle città col maggior numero di grandi centri commerciali per abitante.
Possiamo ipotizzare quasi con certezza da chi sia stato ordinato quest’attacco nei confronti dell’S.P.A. Sovescio e dello stesso quartiere Oltretorrente; in ogni modo, il ruolo che spetta alla Gazzetta ed ai suoi “giornalisti”, è quello di essere sempre in prima fila nel difendere palazzinari, speculatori, fascisti del terzo millennio e criminalizzare solidarietà, attivismo e coloro che lottano per i propri diritti.

Gli abitanti, le famiglie e i frequentatori dello SPA Sovescio.

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SABATO 7 GIUGNO INCONTRO PROIEZIONE CENA E SERATA IN CANTONIERA!

DALLA SPAGNA ALL'ITALIA PASSANDO PER IL CHILE: GLI STESSI BISOGNI E LE STESSE LOTTE: CASA E DIGNITA' PER TUTTI

H. 17:30 DIBATTITO CON HUGO ATMAN, compagno di Madrid attivista del movimento di lotta per la casa e dei bancos de alimentos. Interverrà anche un compagno del cs cantiere che spiegherà la situazione in America Latina fra riappropriazione diretta e "sviluppo" diseguale e insostenibile

H. 19:00 PROIEZIONE DI "6m2" di michele cristofoletti che sara' presente e fara' un introduzione al film/documentario .
Sei metri quadrati. Tanto basta al Comune di Madrid per togliere alla famiglia Gracia la proprieta' della casa in cui vivono. Padre, madre, due figlie e le loro relative famiglie che lottano da 10 anni per vedersi riconosciuto il diritto di poter vivere nella casa in cui sono cresciuti. Una storia di lotta sociale per poter riscattare la propria dignita', ripresa nel momento di piu' alta tensione con l'amministrazione di Madrid quando, nell'agosto 2013, la polizia era pronta a far sgomberare e a permettere la demolizione dell'edificio.Protagonisti di quest'emozionante documentario, che tocca uno dei nervi scoperti della Spagna ancora in lotta con la crisi economica, non solo la coraggiosa famiglia Gracia, ma tutta una rete popolare di appoggio che ha coinvolto centinaia di persone che credono nella giustizia sociale e combattono contro la corruzione ogni giorno, in maniera pacifica ma tenace.

H. 21:00 CENA METICCIA con tutti i sapori del Mediterraneo e parole libere con gli ospiti della serata.

H. 23:00 SERATA TRASH benefit lotta per la casa DJ BUFO VS DJ LUZZO

Daje forte!

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