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Processi G8 |
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Sru
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Friday 23 July 2010 |
La rete Diritti in Casa di Parma è al fianco degli occupanti della casa popolare Dodi Maracino che hanno subito un vergognoso attacco da parte delle istituzioni cittadine di Bologna.Sono 22 le famiglie sgomberate,15 i bambini, che ora hanno allestito una tendopoli sotto allo stabile in cui vivevano.
Usando pretesti strumentali, come il fatto che la ex scuola di via Legnano era senza luce perchè agli occupanti è stato impedito di fare un regolare contratto, l'amministrazione comunale di bologna ha chiuso solo una fase di un'esperienza di lotta che non si fermerà certo per l'arroganza dei potenti contro chi pone all'ordine del giorno le vere emergenze sociali.
Per quanto ci riguarda da Parma daremo il nostro sostegno alla mobilitazione di Bologna continuando la battaglia al fianco di chi viene colpito dalla speculazione e dalla crisi.
Nei mesi estivi proseguono a ritmo incalzante i provvedimenti di sfratto ed emergono situazioni di vera e propria emarginazione sociale causata dalla difficoltà di trovare una soluzione abitativa.
Il tutto in una città in cui, come a Bologna, vi sono migliaia e migliaia di appartamenti vuoti e invenduti.
La nostra solidarietà con chi a bologna ha subito lo sgombero sarà la lotta.
rete diritti in casa Parma
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Wednesday 21 July 2010 |
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Oggi, mercoledì 21 luglio, la Rete Diritti in Casa ha svolto due due presidi antisfratto, in via Abba e in
via piacenza, per una famiglia di stranieri e una di italiani: in entrembi i casi c'è stato
un rinvio a settembre.
Segue il volantino che è stato distribuito
Ennesimo sfratto a Parma: a essere colpita questa volta è una
famiglia di tunisini con due bimbi in tenera età, (7 mesi e 2 anni)
residente in Via Abba. Il padre, muratore, è rimasto senza lavoro da
oltre un anno e la famiglia si trova pertanto in stato di morosità
con conseguente procedura di sfratto che oggi 21 luglio giunge nella
fase
esecutiva.
Ironia della sorte, il proprietario dell’appartamento
della famiglia sotto sfratto e di decine di altri appartamenti è
MANARA, uno dei grandi costruttori di Parma, uno di quelli che ha
beneficiato, e continua a farlo, della grande abbuffata speculativa che
ha
garantito rendite e affari d’oro a pochi impresari e proprietari
immobiliari gravando con affitti e mutui da incubo su milioni di
famiglie
che si sono dovute rivolgere a un mercato selvaggio e spietato che
strangola
chi deve dare risposta al bisogno di alloggio.
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Monday 19 July 2010 |
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Al di la delle provocazioni notturne di un gruppuscolo di nostalgici in cerca di una facile legittimazione sociale,il dramma del diritto negato alla casa è una realtà ormai da anni strutturale nella ricca Parma e non si affronta certo a suon di striscioni ma con la denuncia e coi fatti.
Sono sempre di più le persone, spesso famiglie, sotto sfratto esecutivo (474 solo nel 2010), che non riescono a pagare il mutuo o che dormono in strada o in macchina e spessissimo non ricevono alcuna risposta da un Comune tutto chiacchere e propaganda che favorisce più la speculazione che i diritti fondamentali delle persone. Così ogni settimana allo sportello della Rete Diritti in Casa arrivano nuovi casi che dimostrano quanto la realtà abitativa di Parma sia differente da quella presentata dall'amministrazione comunale.
Oggi presentiamo solo i casi più urgenti, Cela e famiglia, sfrattati 6 mesi fa e ancora divisi in due dormitori diversi; Neffa e famiglia che dormivano in un furgone e che ancora (dopo mesi) non hanno una casa; Monji, con moglie e due bimbi, ex muratore che ha perso il lavoro a causa della crisi e il prossimo 21 luglio verrà sfrattato da un appartamento dell'imprenditore edile Manara (che invece la crisi l'ha sentita proprio poco...); la famiglia di Giuseppe, moglie incinta di 9 mesi e un bimbo di 4 anni e mezzo, che saranno in strada a fine luglio.
Come sempre noi saremo al loro fianco per cercare di evitare il peggio, come siamo da sempre e sempre saremo al fianco di chi una casa ce l'ha, ma è una cantina magicamente condonata e resa abitabile d'ufficio oppure comporta un affitto talmente alto da impedire all'inquilino di vivere una vita decente. E questo, a prescindere dalla nazionalità, perchè i diritti si conquistano lottando insieme italiani e migranti, si perdono se invece ci si divide preferendo la sterile guerra fra poveri tanto cara, guarda caso, a speculatori, leghisti e fascisti del terzo millennio.
Lo sportello della Rete diritti in casa è aperto ogni martedì dalle 18,30
alle 20 presso la casa Cantoniera in via Mantova 24.
Rete Diritti in casa
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Saturday 15 May 2010 |
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Nuovo presidio della SRU (Società di Riappropriazione Urbana) e della Rete Diritti in Casa.
Ieri, nel primo pomeriggo i compagni e le compagne hanno dato vita ad un presidio proprio davanti al baracchino del Mulino Bianco. Uno degli striscioni riportava la scritta: "C'è Barilla ma non c'è casa...", parafrasando il noto slogan del marchio Barilla.
La richiesta è la stessa di sempre, l'immediato blocco degli sfratti, resosi ancora più urgente dalla situazione di crisi economica che sta attraversando il paese e che sta colpendo moltissimi lavoratori.
Foto
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Friday 23 April 2010 |
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Diritto alla casa: non un passo indietro!!!
Come Rete diritti in casa e SRU (Società di Riappropriazione Urbana) vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà agli inquilini resistenti che da oltre due settimane stanno portando avanti la lotta per il diritto alla casa con la tendopoli davanti al comune di Bologna e con un'assidua difesa dagli sfratti. Con la consapevolezza che l'unico argine alla speculazione immobiliare è costituito e si rinforza attraverso momenti di lotta sul territorio che con i fatti determinano risposte forti al problema abitativo; le uniche, stante l'assoluta inefficacia delle strutture e degli enti che dovrebbero farsene carico.
L'importanza di queste battaglie è data dal fatto che superano una volta per tutte le soluzioni individuali, le assegnazioni col contagocce, le differenze tra italiani e immigrati, ponendo con forza un'approccio
collettivo che coinvolge i diretti interessati attraverso le vertenze, l'opposizione agli sfratti, le occupazioni di case, e contribuiscono a far affiorare le contraddizioni tra gli attori principali delle politiche speculative: le società immobiliari, le banche, i grandi
proprietari, le istituzioni: troppo spesso infatti regione, provincia, comune, prefettura, nascondono con progetti di dubbia utilità l'assoluta inconsistenza delle politiche abitative con l'aggravante di aver
svenduto per anni quasi tutto il patrimonio immobiliare pubblico.
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