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Processi G8 |
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(Inter)Nazionale
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Tuesday 18 May 2010 |
 Il 19 maggio dello scorso anno 10mila tra studenti ricercatori e
dottorandi scesero in piazza a Torino per contestare il G8 University
Summit, la conferenza dei rettori che si pose come diretta
interlocutrice dei capi di Stato e di Governo col proposito di
sedimentare il progetto di un'università sempre più spendibile sul
mercato, al servizio delle imprese. Quel giorno una grande
manifestazione attraversò la città di Torino, arrivando ad assediare il
Castello del Valentino dov'erano riuniti i rettori, con la
determinazione di non accettare zone rosse o subire divieti.
Il 6 luglio scattò l'operazione poliziesca Rewind, comportando 21
studenti arrestati e molte altre denunce, destinate ad aumentare di
numero nel tempo, le ultime ancora poche settimane fa. A distanza di un
anno molti studenti sono ancora sottoposti a misure cautelari come
l'obbligo di firma (in alcuni casi addirittura una volta al giorno!),
per continuare a giustificare un'operazione di carcerazione da subito
rivelatasi sproporzionata e vendicativa contro 21 giovani studenti,
maggior parte dei quali incensurati e di poco più di vent'anni.
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Tuesday 18 May 2010 |
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IL COLLEGATO LAVORO E I DIRITTI DEI LAVORATORI
Il Parlamento sta approvando un disegno di legge che farebbe tornare indietro di 60 anni le leggi di tutela dei diritti dei lavoratori.
Gli aspetti più devastanti sono:
• la possibilità (o l’obbligo a seconda di quanto deciderà in via definitiva il Parlamento) di una rinuncia preventiva a rivolgersi al giudice nelle controversie col datore di lavoro e l’impegno ad accettare la decisione di arbitri privati;
• la possibilità per gli arbitri di decidere secondo equità, disapplicando le norme di legge ed i contratti collettivi di lavoro;
• l’obbligo del lavoratore di pagare un compenso anticipato agli arbitri (il processo del lavoro è gratuito)
• la possibilità per i “contratti individuali certificati” (anche dai consulenti del lavoro che stabilmente collaborano con i datori di lavoro) di derogare alla legge ed ai contratti collettivi, aprendo lo spazio alla contrattazione privata in deroga a quella collettiva;
• la possibilità dei contratti individuali certificati di individuare ulteriori cause di licenziamento oltre quelle stabilite dai contratti collettivi;
• la retroattività dell’effetto vincolante per il giudice delle certificazioni rispetto anche ai contratti in corso;
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Tuesday 18 May 2010 |
Non c'è fine alla vergogna. Il Comune di Parma, in merito al caso di
Emmanuel Bonsu, continua a reiterare comporatamenti vili e lesivi della
dignità del giovane studente ganese e altresì di tutta una città,
tristemente salita alla ribalta delle cronache nazionali a causa di
questo episodio.
Ma se errare è umano, perseverare è diabolico. Si
sta, infatti, svolgendo in questi mesi il processo ai dieci vigili
urbani coinvolti nella vicenda. Ricordiamo che Bonsu fu fermato in un
parco cittadino, scambiato per uno spacciatore e portato nella caserma
dei vigili, dove fu pestato e umiliato da una decina di agenti.
Ad
un anno e mezzo di distanza dai fatti, il Comune di Parma non ha mai
porto le proprie scuse ufficiali alla famiglia Bonsu, non ha mai ammesso
le proprie responsabilità e ha sempre sostenuto di voler aspettare il
processo prima di esprimere il proprio giudizio, difendendo, in
sostanza, l'operato dei propri agenti. Ora i colpi di scena. Dopo aver
trovato un accordo per un risarcimento economico tramite l'avvocato
Tuccari, i vertici di Piazza Garibaldi hanno fatto marcia indietro,
provocando le dimissioni dello stesso Avvocato. Ma la notizia più
sorprendente è che il Comune ha scaricato i proprio agenti: il gup Maria
Cristina Sarli, infatti, ha
accettato la richiesta di costituzione di parte civile del Comune di
Parma proposta a sopresa dall'avvocato Pierluigi Collura nell'ultima
udienza del processo.
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Tuesday 18 May 2010 |
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Non c'è fine alla vergogna. Il Comune di Parma, in merito al caso di
Emmanuel Bonsu, continua a reiterare comporatamenti vili e lesivi della
dignità del giovane studente ganese e altresì di tutta una città,
tristemente salita alla ribalta delle cronache nazionali a causa di
questo episodio.
Ma se errare è umane, perseverare è diabolico. Si
sta, infatti, svolgendo in questi mesi il processo ai dieci vigili
urbani coinvolti nella vicenda. Ricordiamo che Bonsu fu fermato in un
parco cittadino, scambiato per uno spacciatore e portato nella caserma
dei vigili, dove fu pestato e umiliato da una decina di agenti.
Ad
un anno e mezzo di distanza dai fatti, il Comune di Parma non ha mai
porto le proprie scuse ufficiali alla famiglia Bonsu, non ha mai ammesso
le proprie responsabilità e ha sempre sostenuto di voler aspettare il
processo prima di esprimere il proprio giudizio, difendendo, in
sostanza, l'operato dei propri agenti. Ora i colpi di scena. Dopo aver
trovato un accordo per un risarcimento economico tramite l'avvocato
Tuttari, i vertici di Piazza Garibaldi hanno fatto marcia indietro,
provocando le dimissioni dello stesso Avvocato. Ma la notizia più
sorprendete è che il Comune ha scaricato i proprio agenti: il gup Maria
Cristina Sarli, infatti, ha
accettato la richiesta di costituzione di parte civile del Comune di
Parma proposta a sopresa dall'avvocato Pierluigi Collura nell'ultima
udienza del processo.
Fatte le dovute proporzioni, sta accadendo
qualcosa di simile a quanto successo per la questione della
Metropolitana:il Comune, anche in questo caso, sta cercando di scaricare
su altri le proprie precise responsabilità, cercando in ogni modo di
evitare di apparire come il mandante politico e morale del pestaggio di
Emmanuel Bonsu. Noi non possiamo che ricordare che è stata, invece, una
precisa scelta di Piazza Garibaldi la lenta ma inesorabile
militarizzazione del corpo dei vigili, sfociata nella creazione di una
squadra speciale che si rese protagonista di vari episodi alquanto
discutibili. In attesa della sentenza, la triste vicenda di Emmanuel
Bonsu assume contorni sempre più grotteschi, ulteriore segnale della
confusione che regna nella giunta comunale e che solo un'opposizione
senza nervo come quella che da 12
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Saturday 15 May 2010 |
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Nel giorno del compleanno degli “Altri”, gli antifascisti e le antifasciste di Roma hanno deciso di festeggiare con loro. Carichi di sdegno sono andati a rovinare la festa di chi voleva garantita la marcetta del Blocco studentesco lo scorso 7 maggio, di chi li vede volentieri come ospiti. Ai festeggiamenti erano presenti anche la neo-governatrice del Lazio Renata Polverini, ospite d’Onore del settimanale, che appena li ha visti ha scelto, come è tradizione dalle sue parti, la via della fuga, e la deputata del Partito democratico Paola Concia, già nota per la sua visita a Casa Pound, che si è lasciata andare ad un “Bella ciao” poco credibile e ad atteggiamenti provocatori tipici di chi non sa cosa dire.
Volevano ridere e festeggiare, ma il loro brindisi è stato amaro.
Sarà la nostra risata che vi seppellirà. E chi brinda coi fascisti se strozza!
Comunicato
Video
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Friday 07 May 2010 |
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da noinonsiamocomplici
Perchè questa donna non vuole rientrare a Brazzaville, in Congo, il quarto tra i più grandi Paesi africani per produzione di petrolio, più di 250.000 barili al giorno, e una popolazione di circa tre milioni di abitanti?
Ecco cosa succede durante la sua deportazione...Video
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Thursday 06 May 2010 |
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Ecco l'appello di alcuni giornalisti de "Gli Altri" (ex: l'Altro) a
sostegno di Casa Pound. Sansonetti & c. hanno decisamente passato il
segno! E questa cosa non può passare sotto silenzio... Una cosa è aver
da ridire circa un'opposizione a Casa Pound che a Roma si è solo più in
grado di fare a mezzo questure, altro intercedere per il loro
"democratico" diritto di manifestare.
Del resto, con chi ha dietro le spalle il disatro editoriale(-politico)
di Liberazione, l'ancoraggio dentro i peggiori talk-show pomeridiani, il
plauso ad una liberazione sessuale "conquistata" a mezzo de "L'isola
dei famosi" (quando è in questi programmi che si compie la più completa
esposizione mercificata dei corpi) è davvero difficile pensare di
averci ancora qualcosa da spartire.
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