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Revocati gli arresti domiciliari agli antifascisti toscani PDF Stampa E-mail
Thursday 04 February 2010
Riceviamo e pubblichiamo:
Il 1° febbraio il Tribunale di Pistoia, che sta processando i 7 antifascisti per l’irruzione al covo fascista di Casa Pound, ha dovuto arretrare ulteriormente revocando ai compagni gli arresti domiciliari. Adesso i compagni, Alessandro Della Malva, Alessandro Orfano, Elisabetta Cipolli, Yuri Bartolozzi, Selvaggio Casalla e Vittorio Colombo, sono liberi di muoversi all’interno della propria provincia di residenza e devono rimanere a casa solo nelle ore notturne (dalle 21 alle 7). E’ un ulteriore attenuazione delle misure cautelari che solo una settimana fa aveva già visto perdere qualche altro pezzo (Alessandro Della Malva era stato scarcerato e, contemporaneamente, a tutti gli imputati era stato tolto il divieto di incontro negli arresti domiciliari).
Nonostante ancora non si possa parlare di libertà, questo rappresenta un importante segnale nello svolgimento di questo processo: in sostanza il capo di imputazione di devastazione e saccheggio si sta sgretolando e allo stesso tempo sta emergendo la vera trama di questa montatura. Ad ogni udienza è sempre più chiaro che la questura, per conto delle forze reazionarie che governano il paese, ha preso a pretesto l’attacco a Casa Pound per colpire quegli elementi che in Toscana si stavano delineando come  un punto di riferimento della mobilitazione popolare e dell’attivismo popolare contro i progetti della borghesia reazionaria e fascista, che oggi sta governando attraverso il suo rappresentante, Berlusconi.
La classe borghese per mantenere il suo potere, in un momento di crisi come questo, è costretta a calpestare anche le sue stesse leggi, ad affidare la sua sicurezza a dei criminali senza scrupoli, a bande di fascisti e razzisti. Nelle cronache degli ultimi tempi emergono con sempre maggiore evidenza i crimini commessi dalla polizia, da agenti e funzionari delle forze dell’ordine: il caso più eclatante probabilmente è stato quello del massacro del G8 di Genova. In quella occasione ci siamo resi conto tutti fino a che punto di violenza e soprafazione è capace di spingersi questa classe di parassiti, pur di mantenere il potere ricorrendo ampiamente non fermandosi neppure di fronte alla tortura e all’omicidio. Ci sono poi le morti dentro al carcere, vergognosamente coperte dalle istituzioni, la collusione con la mafia e con i gruppi fascisti.
La solidarietà popolare che si è sviluppata attorno agli antifascisti arrestati a Pistoia dimostra che esiste una parte delle masse popolari disposta a lottare contro i programmi reazionari del governo Berlusconi. Questa mobilitazione sta tirando fuori la parte migliore di tanti compagni, di tante persone che sono disposte a lottare per difendere le conquiste di civiltà pagate a caro prezzo, dalla Resistenza ad oggi. E’ questa energia che consentirà ai compagni di uscire vittoriosi da questa vicenda.
Passiamo da accusati ad accusatori, portiamo sul banco degli imputati il questore di Pistoia Maurizio Manzo, principale artefice della montatura contro gli antifascisti, che non ha esitato a costruire a tavolino delle finte prove contro i nostri compagni per metterli “fuori gioco”.
Mettiamo sul banco degli imputati la Digos ed i fascisti che sono andati a braccetto in questa sporca operazione.

Comunicato della Federazione Toscana del P-Carc
 
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