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Seconda Serata Popolare Antifascista - Quartiere Montanara PDF Stampa E-mail
Thursday 01 July 2010

2serataantifaIeri, venerdì 9 luglio, si è tenuta la seconda Serata Popolare Antifascista al parco Montermini di via Ognibene, nel quartiere Montanara, organizzata dal Comitato Antifascista Montanara.

La serata ha avuto inizio alle ore 18,00 con una passeggiata didattica per le vie del quartiere intitolate a partigiani e antifascisti, è proseguita con letture e testimonianze di alcuni protagonisti della lotta partigiana e di militanti antifascisti e si è conclusa con alcune improvvisazioni artistico/musicali, mentre i fascisti di Casa Pound chiusi e blindati presentavano un libraccio alla sola presenza dei loro amici poliziotti.

FOTO: 1 - 2

Di seguito, la lettera di saluto inviataci dal compagno Alessandro Della Malva che, a causa del confino a cui è tuttora sottoposto, non ha potuto essere con noi.

Saluto ai compagni di Parma

Cari compagni, vi ringrazio per l’invito alla vostra festa, ma purtroppo, a causa del confino a cui sono tuttora sottoposto, non potrò esserci. Mi sarebbe piaciuto partecipare al vostro dibattito per portare la mia esperienza di lotta contro le prove di fascismo in Toscana e vi avrei portato anche lo slancio positivo di tante cose che si stanno sviluppando nella mia zona: dalla solidarietà verso gli antifascisti colpiti dalla repressione alla nascita di un coordinamento regionale sui temi dell’antifascismo e dell’antirazzismo, il CAAT, alla numerose iniziative vittoriose che dimostrano che tra le masse popolari è forte lo spirito antifascista e che la battaglia contro la riabilitazione del fascismo è tutt’altro che persa.

Gli arresti degli antifascisti l’11 ottobre a Pistoia e la mobilitazione che ne è nata hanno avuto un ruolo centrale in questa battaglia. Allo

stesso modo anche per la parte più reazionaria della borghesia che vorrebbe far scorrazzare liberamente questi topi di fogna nelle nostre città, la posta in gioco è molto alta. La questura di Pistoia, con la collaborazione del PM Luigi Boccia, si è affannata a colpire più duramente possibile quelle forze che stavano diventando un punto di riferimento in Toscana contro le misure reazionarie contenute nel pacchetto sicurezza di Maroni. Noi da subito abbiamo denunciato la montatura della questura che ha portato agli arresti: montatura fatta di tentativi come quello di introdurre spranghe e catene nel circolo dove stavamo facendo una riunione per creare una prova di colpevolezza (sullo stile della Diaz al G8 di Genova), o la manipolazione dei riconoscimenti per essere sicuri di inchiodarci.

Oggi a nove mesi di distanza dagli arresti vediamo che ci sono molte conferme alla nostra tesi della persecuzione politica nei confronti degli antifascisti: nonostante la sentenza della Cassazione del 1° aprile abbia dichiarato che il reato di devastazione e saccheggio non sussiste, noi siamo ancora sottoposti alle misure restrittive (non si capisce a questo punto per quale reato!!). Anche dopo la sentenza della Cassazione a nostro favore il PM ha continuato, attraverso un ricorso, a pretendere un inasprimento delle misure cautelari, che ovviamente è stato rigettato, ma che aveva l’obbiettivo di mettere sotto pressione il giudice del Tribunale di Pistoia. Inoltre in questo clima persecutorio il Tribunale sta negando ogni tipo di permesso agli imputati. A me sono arrivati a negare il permesso di vedere il mio avvocato. Tutto questo accanimento dimostra la paura che la destra reazionaria ha del nostro lavoro quando sviluppiamo il coordinamento tra le nostre forze, quando smascheriamo i loro tentativi di riabilitare il fascismo, quando diventiamo promotori della mobilitazione popolare. Anche voi con la vostra azione costante di lotta contro le “prove di fascismo” date un importante contributo allo sviluppo di questo coordinamento. Dobbiamo proseguire su questa strada e coinvolgere tutte le forze che hanno nel cuore i valori della Resistenza antifascista e che credono che solo su questi è possibile costruire una società civile. Questa battaglia si lega a quella dei lavoratori che non accettano di pagare la crisi dei padroni, a quella di uomini e donne in tutta Italia che lottano contro la devastazione dell’ambiente, a quella dei sinceri democratici che si oppongono all’eliminazione di quello che resta dei diritti politici e delle libertà nel nostro paese, a quella degli immigrati che si autorganizzano e lottano. La destra reazionaria vuol istituire un suo governo d’emergenza, basato sulla guerra tra poveri, la repressione e la guerra.

Le Organizzazioni Operaie e Popolari possono sbarrare la strada all’instaurazione di questo governo: per farlo devono però creare un loro governo, un governo d’emergenza popolare. Solo un governo di questo tipo, composto e sostenuto dalla Organizzazioni Operaie e Popolari del nostro paese, può sbarrare la strada alla mobilitazione reazionaria e adottare le misure necessarie per far fronte agli effetti peggiori della crisi:

1. assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa);

2. distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi;

3. assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato);

4.eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti;

5.avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva;

6.stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

Solo se incanalata nella lotta per edificare un governo d’emergenza popolare di questo tipo, la lotta antifascista si svilupperà, riuscirà a contrastare l’instaurazione di un governo d’emergenza della destra reazionaria, farà avanzare la lotta per mettere fine una volta per tutti ai padroni, al loro Stato e alla loro crisi: fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Avanti compagni, il futuro ci appartiene! Stronchiamo le prove di fascismo! Costruiamo un governo d’emergenza popolare! Vi mando un forte abbraccio.

Alessandro Della Malva

 

 
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