www.mamboteam.com
 
Home arrow (Inter)Nazionale arrow Fiat: continuano i licenziamenti punitivi contro gli iscritti Fiom
Thursday 09 September 2010
 
 
Main Menu
Home
Presentazione
Gruppi
Cenni di Storia
- - - - - - -
News
(Inter)Nazionale
Multimedia
- - - - - - -
Links
Contattaci
ECN_ANTIFA
Processi G8
Genova G8 2001
Autistici/Inventati
campagna_2007_380_3
Barricate 1922
Storia e immagini delle barricate a Parma
Fiat: continuano i licenziamenti punitivi contro gli iscritti Fiom PDF Stampa E-mail
Thursday 15 July 2010
 Questa volta è toccato a un giovane impiegato degli enti centrali di Mirafiori  e a tre operai del reparto montaggio dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat - dove si produce la Punto Evo. Tutti licenziati!

Il primo perché “reo” di aver inviato, il giorno precedente il referendum di Pomigliano, una email a dei colleghi con un attachment scomodo: il documento di alcuni lavoratori dell’impianto fiat in Polonia (Tichy) in merito alla vicenda, peraltro largamente girato in rete e pubblicato dal Manifesto. Subito sospeso si è visto ieri recapitare la classica lettera di licenziamento.

I tre di Melfi sono stati licenziati dall'azienda, che li ha sospesi giovedì scorso con l'accusa di aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno. Il blocco del carrello robotizzato, secondo l'azienda, impediva di lavorare agli operai che non partecipavano allo sciopero e al corteo interno. Dei tre operai di Melfi, uno ha già ricevuto stamani, attraverso un telegramma, la comunicazione del licenziamento; gli altri due, che sono delegati della Fiom, non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione, ma i dirigenti della loro organizzazione sono sicuri del provvedimento.

Giusto qualche riflessione a margine di questi licenziamenti per rappresaglia:

  1. su questa vicenda la quasi totalità della stampa e dei media è silente. Non c’è da stupirsi: non è in gioco il bavaglio alla... corporazione dei giornalisti (e il rischio per gli editori di diminuzione dell’audience su news “piccanti” con relativo calo della pubblicità). E’ in gioco la capacità/volontà di lavoratori isolati da tutti i lati di “rompere la rete” (innanzitutto quella spiona dell’azienda). Altro nodo interessante: siamo già al secondo licenziamento per uso “anti-aziendale” di una email. Ai cultori delle virtù del network il dilemma: comunicazione o fedeltà aziendale?

  2. Marchionne, da ultimo nella sua lettera ai dipendenti, si richiama al senso di responsabilità collettiva: non operai contro “padroni”, ma tutti insieme con e per l’azienda (vedi anche "Sui fatti di Pomigliano"). E’ un’ammissione interessante: l’atomizzazione del lavoratore paga quando si tratta di normale amministrazione, non è più sufficiente agli svolti decisivi quando ci vuole una marcia in più possibile solo con il coinvolgimento attivo del lavoratore per un obiettivo “comune”. Ma allora, se da Pomigliano agli altri stabilimenti non sta passando la normalizzazione Fiat e anzi si è risvegliata un po’ di energia e di voglia di lottare -come dimostrano l’inaspettata riuscita degli scioperi di questi giorni sul premio di produzione (vedi anche "Scioperi contro il mancato premio di risultato")- questo è il segnale che per buona parte dei lavoratori quello fissato da Marchionne è un obiettivo: 1) assai poco credibile (con incremento pazzesco dei volumi produttivi e rilancio degli stabilimenti italiani, ma allora la chiusura di Termini?!) e 2) ha poco di condiviso viste le modalità del ricatto prima e della rappresaglia aziendale poi.

  3. Non si vuol dire che i lavoratori, con l’aria di crisi che tira, non siano disponibili ai sacrifici. Il fatto è che Marchionne propone uno scambio... senza nulla da dare: perdita di diritti, salario e condizioni da un lato, praticamente nulla in cambio dall’altro. Con in più l’aggravante che mentre richiede a lavoratori e controparti fedeltà e rispetto dei “patti”, la Fiat non rispetta niente e nessuno, neanche l’impegno preso sui seicento euro di premio di produzione.

  4. Sotto tiro è la Fiom. Su questo si è già scritto e detto molto per dovervi tornare su. La cosa interessante qui riguarda i sindacati fiat-compatibili, a partire dalla cupola che fa capo alla Cisl di Bonanni. In piccolo la vicenda del premio di produzione è significativa: sottomissione senza quasi compenso al punto che la Fim-Cisl ha qualche difficoltà a firmare su questa vertenza l’ennesimo accordo separato con la Fiat. (Così come sul piano più generale, in cambio del lavoro sporco pro governo, Tremonti contraccambia con promesse di... austerity). Ma c’è un altro aspetto: Marchionne solo per convenienza e contingentemente si è “appoggiato” nella vicenda Pomigliano a Cisl Uil e Fismic; in realtà punta a una rappresentanza diretta dei lavoratori singolarmente presi da parte dell’azienda. Al massimo per quei sindacati si prospetta la porta di servizio, finchè servono, nelle trattative ufficiali e il pagamento delle spese per gli uffici   trasformati in sedi di elargizione assistenziale del welfare neocorporativo e federalizzato prossimo a venire.

 

Vedi il comunicato Fiom per lo sciopero di quattro ore di venerdì 16 luglio del gruppo Fiat contro i licenziamenti e per la difesa del salario:
  • www.fiom.cgil.it/auto/fiat/comunicati/c_10_07_13-FIAT.pdf

 

Da: www.infoaut.org

 
< Prec.   Pros. >
 
Torna a inizio pagina Torna a inizio pagina