| Fiat: continuano i licenziamenti punitivi contro gli iscritti Fiom |
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| Thursday 15 July 2010 | |
Questa volta è toccato a un giovane impiegato degli enti centrali di
Mirafiori e a tre operai del reparto montaggio dello stabilimento di
Melfi (Potenza) della Fiat -
dove si produce la Punto Evo. Tutti licenziati!
Il primo perché “reo” di aver inviato, il giorno precedente il referendum di Pomigliano, una email a dei colleghi con un attachment scomodo: il documento di alcuni lavoratori dell’impianto fiat in Polonia (Tichy) in merito alla vicenda, peraltro largamente girato in rete e pubblicato dal Manifesto. Subito sospeso si è visto ieri recapitare la classica lettera di licenziamento. I tre di Melfi sono stati licenziati dall'azienda, che li ha sospesi giovedì scorso con l'accusa di aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno. Il blocco del carrello robotizzato, secondo l'azienda, impediva di lavorare agli operai che non partecipavano allo sciopero e al corteo interno. Dei tre operai di Melfi, uno ha già ricevuto stamani, attraverso un telegramma, la comunicazione del licenziamento; gli altri due, che sono delegati della Fiom, non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione, ma i dirigenti della loro organizzazione sono sicuri del provvedimento.
Giusto qualche riflessione a margine di questi licenziamenti per
rappresaglia:
Vedi il comunicato Fiom per lo sciopero di quattro ore di venerdì 16 luglio del gruppo Fiat contro i licenziamenti e per la difesa del salario:
Da: www.infoaut.org |
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Questa volta è toccato a un giovane impiegato degli enti centrali di
Mirafiori e a tre operai del reparto montaggio dello stabilimento di
Melfi (Potenza) della Fiat -
dove si produce la Punto Evo. Tutti licenziati!
