| DUE SFRATTI RINVIATI A PARMA |
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| Wednesday 21 July 2010 | |
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Oggi, mercoledì 21 luglio, la Rete Diritti in Casa ha svolto due due presidi antisfratto, in via Abba e in
via piacenza, per una famiglia di stranieri e una di italiani: in entrembi i casi c'è stato
un rinvio a settembre. Segue il volantino che è stato distribuito Ennesimo sfratto a Parma: a essere colpita questa volta è una famiglia di tunisini con due bimbi in tenera età, (7 mesi e 2 anni) residente in Via Abba. Il padre, muratore, è rimasto senza lavoro da oltre un anno e la famiglia si trova pertanto in stato di morosità con conseguente procedura di sfratto che oggi 21 luglio giunge nella fase esecutiva.
Ironia della sorte, il proprietario dell’appartamento
della famiglia sotto sfratto e di decine di altri appartamenti è
MANARA, uno dei grandi costruttori di Parma, uno di quelli che ha
beneficiato, e continua a farlo, della grande abbuffata speculativa che
ha
garantito rendite e affari d’oro a pochi impresari e proprietari
immobiliari gravando con affitti e mutui da incubo su milioni di
famiglie
che si sono dovute rivolgere a un mercato selvaggio e spietato che
strangola
chi deve dare risposta al bisogno di alloggio.
Questo sfratto
riflette
perfettamente la situazione attuale: il muratore (come tutti i
lavoratori)
paga la crisi e viene anche licenziato, l’imprenditore edile che
è anche proprietario, continua a beneficiare del boom speculativo e
della espansione immobiliare che caratterizza Parma e sfratta il
lavoratore
colpito dalla crisi per potersi garantire la rendita da affitto.
Per questo chiediamo:
-IL BLOCCO EFFETTIVO DEGLI SFRATTI, PER FINITA LOCAZIONE E PER MOROSITA’ L’ESTENSIONE RETROATTIVA DELLA MORATORIA SUI MUTUI A TUTTE LE SITUAZIONI IN CUI SI E’ VERIFICATA PERDITA DI REDDITO A CAUSA DELLA CRISI -REQUISIZIONE DEGLI ALLOGGI SFITTI DEI GRANDI PROPRIETARI IMMOBILIARI E DELLE IMPRESE EDILI, CIOE’ DEI SOGGETTI CHE IN QUESTI ANNI HANNO SPECULATO ALLEGRAMENTE SUI BISOGNI ESSENZIALI ALTRUI (IN ALTERNATIVA UNA FORTE TASSAZIONE SUGLI ALLOGGI SFITTI). -RILANCIO DI UNA POLITICA DI INVESTIMENTO NELL’EDILIZIA PUBBLICA (CASE POPOLARI) DA EDIFICARE SU AREE DISMESSE, PER EVITARE ULTERIORE CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO
-GESTIONE PUBBLICA DELLE
ASSEGNAZIONI E APPLICAZIONE CANONE SOCIALE PER GLI INTERVENTI DI HOUSING
SOCIALE CHE SI INTENDONO ATTIVARE.
-ABOLIZIONE DELLA LEGGE 431/98 PER
DIRE BASTA ALLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI AFFITTI E RIPORTARLI SOTTO IL
CONTROLLO PUBBLICO E PARAMETRARLI ALLA CONDIZIONE SOCIALE DI CHI
ABITA.
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