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Processi G8 |
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Tuesday 16 March 2010 |
Sette anni fa il compagno Davide Cesare veniva accoltellato a morte da un gruppo di fascisti. Lo ricordiamo nel migliore dei modi possibili: continuando a lottare!
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Wednesday 17 March 2010 |
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Stamattina Joy è stata trasferita dal CIE di Modena a quello di Ponte
Galeria, il più vicino a Fiumicino, l'aereoporto da cui partono i voli per
la Nigeria.
Anche dal CIE di via Corelli diverse recluse sono state identificate dal
Console nigeriano e trasferite nello stesso CIE.
C'è la seria possibilità che stiano preparando l'ennesimo volo charter
carico di "clandestini" da espellere.
La permanenza in carcere e nel CIE di Modena aveva impedito a Joy di
prendere la parola in prima persona, ma la sua storia ha fatto il giro
d'Italia e non solo,
non perchè il suo sia un caso eccezionale ma perchè paradigmatico di una
condizione comune a molte donne rinchiuse nei CIE e perchè esempio di
rivolta e autodeterminazione.
Ascolta la testimonianza di Joy
Ora, nel silenzio dell’opinione pubblica sta per consumarsi un’altra violenza contro queste donne. Vogliamo sapere se è vero che dal Cie di Roma, dove sono state appena trasferite, si sta segretamente preparando la loro immediata deportazione verso il paese d’origine, dove saranno nuovamente esposte alla violenza dei trafficanti di carne umana, che già hanno minacciato le loro famiglie. Chiediamo se è vero che domani o dopo un charter della vergogna imbarcherà Joy, Hellen, Debby, Priscilla e le altre, violando una volta di più i loro diritti di persone, e impedendo inoltre a Joy e a Hellen di essere presenti al processo contro l’ispettore accusato di stupro.
Queste donne sono per la maggior parte vittime di tratta e invece di dar loro protezione e asilo il governo le rimanda nelle grinfie dei loro sfruttatori. Non vogliamo che si ripeta la tragedia di Semira, la giovane nigeriana morta in Belgio nel 1998 per essersi opposta alla deportazione forzata. Non accettiamo di restare in silenzio, non vogliamo essere complici e chiediamo a tutte le donne impegnate nella lotta contro la violenza razzista e sessista di unirsi a noi nella denuncia di questo gravissimo abuso.
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Saturday 13 March 2010 |
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Riceviamo dai compagni di Napoli, ai quali va tutta la nostra solidarietà/complicità.
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E' stato notificato un atto di chiusura delle indagini con denunce a
dodici antifascisti e antirazzisti che hanno partecipato al corteo
cittadino del 30 settembre 2009, quando molte migliaia di persone
manifestarono a Materdei nell'anniversario delle quattro giornate di
Napoli, contro il tentativo di insediamento di un gruppo neofascista
che in tutta italia predica e pratica xenofobia e squadrismo e il cui
leader (Iannone) dichiara pubblicamente che "Hitler era un
rivoluzionario"...
Oltre 5000 persone manifestarono contro il razzismo, il neo-fascismo e
il sessismo. Studenti delle scuole superiori e dell'università, i
movimenti sociali napoletani, il coordinamento dei precari della
scuola, i collettivi Glbt, una folta rappresentanza del coordinamento
degli immigrati, associazioni come Attac, i comitati ambientalisti come
Chiaiano e realtà di Materdei come il comitato di quartiere, forze
democratiche, l'ANPI e varie associazioni. Una presenza imponente (in
un giorno feriale...) che testimoniò da subito la sensibilità e
l'insofferenza diffusa verso questi fenomeni odiosi che si richiamano
alla tirannia ("fascisti del terzo millennio..."!) e speculano sulle
paure sociali.
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Wednesday 10 March 2010 |
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PRESIDIO VENERDI' 12 MARZO
DALLE ORE 16.00
in Piazza Garibaldi
di seguito il comunicato stampa dopo i fatti di ieri:
L’assessore Pellacini, in un’intervista concessa (o
documento spedito alla stampa) afferma che ieri, 8 aprile, è
stato”circondato e aggredito verbalmente” da alcuni esponenti
della rete Dormire Fuori che stazionavano sotto i portici del palazzo
comunale e che effettuavano un presidio per la richiesta di una soluzione
al
disagio di una famiglia di nazionalità marocchina che da ieri
è dovuta uscire dall’albergo ove l’amministrazione
l’aveva collocata.
Non pensavamo che il Pellacini fosse di temperamento così pauroso da
sentirsi aggredito e circondato da un gruppo di 5 o 6 persone che mai
sono venute a contatto ravvicinato con lui (ed esistono documenti video
che
possono dimostrarlo, alcuni già apparsi sulla stampa cittadina).
L’aggressione verbale può essere quantificata in inviti a fare
il proprio mestiere di assessore (per il quale gli è stato
rinfacciato di essere abbondantemente pagato dai soldi dei parmigiani) e
trovare soluzioni agli ormai innumerevoli casi di indigenza.
Di rincalzo alle affermazioni del Pellacini interviene (nello stesso
articolo) l’ineffabile assessore Lasagna con le sue ormai fritte
rifritte affermazioni di piena disponibilità a risolvere problemi che
restano, comunque, sempre più irrisolti e sempre più gravi. (e
non solamente nel campo dell’immigrazione ma anche per
l’assistenza agli anziani e via dicendo).
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Wednesday 10 March 2010 |
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da senzasoste.it
Lunedì 8 marzo si è svolta la quarta udienza del processo sui fatti dell’11 ottobre a Pistoia. Arrivati a questo punto continuare a raccontare le vicende processuali, diventa quasi un’impresa. Gli elementi sui quali l’accusa ha basato il suo teorema sono caduti dopo la farsa dei riconoscimenti e le testimonianze contraddittorie e inefficaci dei pizzaioli Lucarelli e Romondia, “amici” di Casapound.
Al contrario tutti gli accusati hanno risposto con ferma decisione alle domande senza mai dimostrare nessuna difficoltà o cedimento, ripercorrendo lucidamente i loro movimenti nella giornata passata a Pistoia.
Durante la giornata abbiamo assistito a un soporifera indagine di situazioni note e stranote, a tal punto che il massimo che il PM è riuscito a fare è costruire le sue domande invertendo “soggetto e predicato” e ponendo attenzione sugli “avverbi”, mentre l’avvocato dell’accusa ha proprio smesso di intervenire, limitandosi a ripetere ritualmente di non avere “nessuna domanda per il test”.
La vera “devastazione e saccheggio” (quella dell’accusa tra l’altro già caduta dopo le prime udienza) è quella rivolta alle vite di chi ancora subisce ingiustificate misure cautelari, quella verso i familiari e gli amici che sostengono questa inutile agonia. Le uniche note meritevole di attenzioni contengono elementi a favore della difesa. È emerso da più testimonianze un fatto di cui già si era sentito parlare ma al quale è stata finalmente data rilevanza formale nel processo. Nella notte passata in Questura, mentre ancora molti degli accusati
attendevano di conoscere i motivi del fermo, una ragazza, scambiata
inizialmente per una giornalista, annotava l’abbigliamento dei
presenti. Una volta interrogata sul suo ruolo ha ammesso di essere la
ragazza di Alessandro Tomasi, il consigliere comunale di Alleanza
Nazionale.
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Saturday 06 March 2010 |
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A pochissimi giorni dallo sbarco dell'Esercito a Parma, l'operazione "Strade sicure" raggiunge già due grandi successi, l'identificazione di un giovane italiano per Ubriachezza Manifesta e di un giovane immigrato per Presunto Spaccio. Di seguito, i fatti. Ieri sera, verso le 23.30 circa, un nostro compagno ha avuto l'ardire di rivolgere alcune frasi ai militari che "pattugliavano" via d'Azeglio (pericolossissima strada dell'Oltretorrente) circa l'utilizzo dell'esercito
in città; il poliziotto che faceva da badante ai militari gli ha immediatamente chiesto i documenti con la motivazione che le sue frasi "sconnesse ed irrispettose" sarebbero state il frutto di Ubriachezza
Manifesta. Così, al fine di verificare l'identità del compagno e per verbalizzare la sua presunta ubriachezza manifesta, veniva invitato a seguirli in Questura. Ci
sono voluti solo 10 minuti perchè una cinquantina di compagni arrivassero ad affollare la strada della Questura. La sua permanenza (non si trattava di
fermo, non si trattava di arresto) e la stesura dei verbali di contestazione è durata per più di un'ora; la cosa ha creato un certo scalpore e la protesta della piccola folla accorsa. Ci sembra chiaro
che la temeraria azione dei militi e della polizia è stata mossa dalla volontà di punire un'opinione, espressa nell'ordinario esercizio di un diritto di opinione nonchè di critica (tra l'altro strumentalizzando e falsificando alcuni fatti accaduti, nonostante ci fossero decine di testimoni). Via d'Azeglio, come del resto via Farini ed altre strade, come ogni venerdì sera, sono piene di "ubriachi manifesti", ma in questo caso i documenti sono stati richiesti solo al pericoloso dispensatore di opinioni.
Oggi, sulla Gazzetta di Merda, è comparso un articolo su un'altra coraggiosa azione dei nostri militi, ai danni di un giovane immigrato che "sembra fosse più sospetto degli altri" (?). "Via Saffi, presunto spacciatore
fermato dai militari", era il titolo dell'articolo in cui si definiva questo semplice fermo e la
conseguente traduzione in Questura per identificazione (anche se non
gli è stata trovata una sola briciola di droga addosso e tralasciando
il razzismo di fondo che ha molto probabilmente animato i militi), come
una "prima piccola vittoria sul campo" dei nostri nuovi eroi...
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Saturday 06 March 2010 |
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Tutti conoscono la Storia di Neffae e famiglia: da mesi vivevano su un furgone in via Isola, bambine comprese. Poi è arrivata la stampa, la vicenda è stata resa nota e apparentemente il Comune si è mobilitato per trovare una soluzione. Apparentemente appunto, perchè dopo due settimane di residence in attesa che il clamore destato dalla stampa svanisse, lo stesso Comune ha deciso che per questa famiglia non ci sono più soldi e quindi che domani, 7 marzo, dovrà ritornare sul furgone o meglio, in Marocco.
Infatti" l'offerta" fatta dai servizi sociali è questa, il pagamento del biglietto di ritorno per il Marocco per la moglie e i figli e il dormitorio per Neffae intanto che non si troverà un lavoro. Perchè le braccia di Neffae servono eccome, ma per il Comune che si vanta di avere servizi sociali efficenti e si dice paladino della famiglia e della sua unità Neffae è solo questo, un paio di braccia potenzialmente utili alla nostra economia, economia a cui la sua famiglia non serve, anzi è un peso.
Purtroppo,ancora una volta la triste verità si svela sulla pelle di una famiglia, al di là di proclami e propaganda i servizi sociali non hanno le forze e i fondi per far fronte agli effetti della crisi e la politica a favore della famiglia vale solo davanti alle telecamere e ai taccuini, fuori da quest'ambito le persone, famiglie o no, sono considerate solo se economicamente rilevanti altrimenti diventano pesi da espellere.
Rete Diritti in Casa - S.R.U.
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Primo Maggio 2010 |
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