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		<title>Powered by Joomla!</title>
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		<title>Solidarietà agli inquilini resistenti</title>
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		<description>La rete Diritti in Casa di Parma &amp;egrave; al fianco degli occupanti della casa popolare Dodi Maracino che hanno subito un vergognoso attacco da parte delle istituzioni cittadine di Bologna.Sono 22 le famiglie sgomberate,15 i bambini, che ora hanno allestito una tendopoli sotto allo stabile in cui vivevano.
Usando pretesti strumentali, come il fatto che la ex scuola di via Legnano era senza luce perch&amp;egrave; agli occupanti &amp;egrave; stato impedito di fare un regolare contratto, l&amp;#39;amministrazione comunale di bologna ha chiuso solo una fase di un&amp;#39;esperienza di lotta che non si fermer&amp;agrave; certo per l&amp;#39;arroganza dei potenti contro chi pone all&amp;#39;ordine del giorno le vere emergenze sociali.
Per quanto ci riguarda da Parma daremo il nostro sostegno alla mobilitazione di Bologna continuando la battaglia al fianco di chi viene colpito dalla speculazione e dalla crisi.
Nei mesi estivi proseguono a ritmo incalzante i provvedimenti di sfratto ed emergono situazioni di vera e propria emarginazione sociale causata dalla difficolt&amp;agrave; di trovare una soluzione abitativa.
Il tutto in una citt&amp;agrave; in cui, come a Bologna, vi sono migliaia e migliaia di appartamenti vuoti e invenduti.
La nostra solidariet&amp;agrave; con chi a bologna ha subito lo sgombero sar&amp;agrave; la lotta.
 
rete diritti in casa Parma

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		<title>DUE SFRATTI RINVIATI A PARMA</title>
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Oggi, mercoled&amp;igrave; 21 luglio, la Rete Diritti in Casa ha svolto due due presidi antisfratto, in via Abba e in
via piacenza, per una famiglia di stranieri e una di italiani: in entrembi i casi c&amp;#39;&amp;egrave; stato
un rinvio a settembre. 


Segue il volantino che &amp;egrave; stato distribuito 


Ennesimo sfratto a Parma: a essere colpita questa volta &amp;egrave; una
famiglia di tunisini con due bimbi in tenera et&amp;agrave;, (7 mesi e 2 anni)
residente in Via Abba. Il padre, muratore, &amp;egrave; rimasto senza lavoro da
oltre un anno e la famiglia si trova pertanto in stato di morosit&amp;agrave;
con conseguente procedura di sfratto che oggi 21 luglio giunge nella 
fase
esecutiva. 


Ironia della sorte, il proprietario dell&amp;rsquo;appartamento
della famiglia sotto sfratto e di decine di altri appartamenti &amp;egrave;
MANARA, uno dei grandi costruttori di Parma, uno di quelli che ha
beneficiato, e continua a farlo, della grande abbuffata speculativa che 
ha
garantito rendite e affari d&amp;rsquo;oro a pochi impresari e proprietari
immobiliari gravando con affitti e mutui da incubo su milioni di 
famiglie
che si sono dovute rivolgere a un mercato selvaggio e spietato che 
strangola
chi deve dare risposta al bisogno di alloggio.

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		<title>In uno stato che tortura e uccide chi si ribella è sempre innocente</title>
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Ieri, nell&amp;rsquo;anniversario della morte di Carlo Giuliani, i compagni e
le compagne dell&amp;rsquo;Assemblea nazionale antifascista hanno portato uno
striscione a Genova per ricordare Carlo e tutti i compagni, molti
ancora sotto processo, che in quelle giornate si sono ribellati.


Foto 


Di
seguito il comunicato.


Ricordare Carlo Giuliani e i giorni del G8/2001 &amp;egrave; il primo motivo per cui ci troviamo oggi qui a Genova; pensiamo per&amp;ograve; sia anche necessario ragionare sul significato politico che Genova 2001 ha avuto; a nove anni di distanza abbiamo forse pi&amp;ugrave; sangue freddo e pi&amp;ugrave; dati su cui tirare alcune conclusioni.


I processi nei confronti dei membri delle forze dell&amp;#39;ordine hanno dimostrato (se mai ce ne fosse stato bisogno) quanto fosse scelta precisa dello Stato quella di reprimere violentemente i manifestanti. Possiamo affermare questo se consideriamo che i funzionari di polizia e carabinieri che si sono resi protagonisti di pestaggi e torture vengono difesi quando non promossi a cariche pi&amp;ugrave; alte.
Tutto questo, unito alle lievi condanne che sono state inflitte a queste persone, hanno dimostrato l&amp;#39;impunit&amp;agrave; in cui agiscono le forze dell&amp;#39;ordine nel nostro paese.


Un&amp;rsquo;impunit&amp;agrave; che si &amp;egrave; palesata successivamente nei numerosi casi di omicidi di Stato di questi anni: Aldrovandi, Bianzino, Lonzi, Cucchi, sono solo alcune delle numerose persone che hanno perso la vita o sono state torturate tra le mani delle divise.
Tra le migliaia di persone che in quei giorni si ribellavano con determinazione alla studiata violenza del potere, si sono scelti 25 capri espiatori, destinati a fare la parte dei cattivi per dimostrare a tutti che la repressione di quei giorni era dovuta alla loro presenza.

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		<dc:date>2010-07-20T10:34:52+01:00</dc:date>
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		<title>VIGILI: ECCO LA NUOVA SQUADRA PER LA (IN)SICUREZZA</title>
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Ne sentivamo davvero la mancanza. Ma da ieri, luned&amp;igrave; 19 luglio, siamo tutti nuovamente al sicuro.
L&amp;#39;assessore Fecci ha, infatti, presentato il nuovissimo Nucleo Sicurezza urbana della polizia municipale di Parma.
Come si vede dalla fotografia (http://parma.repubblica.it/images/2010/07/17/112336774-f45cda15-6ab8-4829-bc38-0267906763b3.jpg), i 24 membri della  squadra speciale  avranno un look molto diverso da quello tradizionale dei Vigili Urbani e del tutto somigliante, invece, a quello di Polizia e Carabinieri.
Tra i loro compiti figura un p&amp;ograve; di tutto, tranne ovviamente fare multe, regolare il traffico e controllare i cantieri edili: questa &amp;egrave; roba da vigili.

Dopo l&amp;#39;esercito, quindi, Parma potr&amp;ograve; contare su dei nuovi paladini della giustizia. Perch&amp;egrave; non basta essere una delle citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; sicure d&amp;#39;Italia, probabilmente d&amp;#39;Europa: il delirante senso di insicurezza che voglino inculcarci a tutti i costi deve essere alimentato con icone sempre nuove, come degli inutili gabbiotti o degli utili idioti.

Ricordiamo che la precedente  squadra speciale  dei vigili urbani fu smantellata in seguito al pestaggio dello studente Emmanuel Bonsu, per il quale 8 agenti della municipale sono attualmente sotto processo.
A meno di due anni di distanza, nonostante le note difficolt&amp;agrave; finanziarie, il Comune di Parma ci riprova.
Dopo aver emesso ben 102 ordinanze per contrastare l&amp;#39;evidente degrado urbano della nostra citt&amp;agrave;, rappresentato da qualche senza tetto ubriacone e da qualche studente nottanbulo, il sovrano si &amp;egrave; dotato della sua squadra privata di scagnozzi, che coster&amp;agrave; alle nostre tasche un bel gruzzolo di quattrini; quanti non lo sappiamo perch&amp;egrave;, al momento, le spese dell&amp;#39;Assessorato alla sicurezza sono top secret: per la nostra incolumit&amp;agrave;, non badano a spese.


Per i nostri anziani, i nostri figli, per noi stessi, quando avremo bisogno dei servizi sociali o di un posto all&amp;#39;asilo chiameremo i vigili. Ci puliranno anche il culo?

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		<title>Comunicato Sfratti - Rete Diritti in Casa</title>
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Al di la delle provocazioni notturne di un gruppuscolo di nostalgici in cerca di una facile legittimazione sociale,il dramma del diritto negato alla casa &amp;egrave; una realt&amp;agrave; ormai da anni strutturale nella ricca Parma e non si affronta certo a suon di striscioni ma con la denuncia e coi fatti. 


Sono sempre di pi&amp;ugrave; le persone, spesso famiglie, sotto sfratto esecutivo (474 solo nel 2010), che non riescono a pagare il mutuo o che dormono in strada o in macchina e spessissimo non ricevono alcuna risposta da un Comune tutto chiacchere e propaganda che favorisce pi&amp;ugrave; la speculazione che i diritti fondamentali delle persone. Cos&amp;igrave; ogni settimana allo sportello della Rete Diritti in Casa arrivano nuovi casi che dimostrano quanto la realt&amp;agrave; abitativa di Parma sia differente da quella presentata dall&amp;#39;amministrazione comunale. 


Oggi presentiamo solo i casi pi&amp;ugrave; urgenti, Cela e famiglia, sfrattati 6 mesi fa e ancora divisi in due dormitori diversi; Neffa e famiglia che dormivano in un furgone e che ancora (dopo mesi) non hanno una casa; Monji, con moglie e due bimbi, ex muratore che ha perso il lavoro a causa della crisi e il prossimo 21 luglio verr&amp;agrave; sfrattato da un appartamento dell&amp;#39;imprenditore edile Manara (che invece la crisi l&amp;#39;ha sentita proprio poco...); la famiglia di Giuseppe, moglie incinta di 9 mesi e un bimbo di 4 anni e mezzo, che saranno in strada a fine luglio.


Come sempre noi saremo al loro fianco per cercare di evitare il peggio, come siamo da sempre e sempre saremo al fianco di chi una casa ce l&amp;#39;ha, ma &amp;egrave; una cantina magicamente condonata e resa abitabile d&amp;#39;ufficio oppure comporta un affitto talmente alto da impedire all&amp;#39;inquilino di vivere una vita decente. E questo, a prescindere dalla nazionalit&amp;agrave;, perch&amp;egrave; i diritti si conquistano lottando insieme italiani e migranti, si perdono se invece ci si divide preferendo la sterile guerra fra poveri tanto cara, guarda caso, a speculatori, leghisti e fascisti del terzo millennio. 


Lo sportello della Rete diritti in casa &amp;egrave; aperto ogni marted&amp;igrave; dalle 18,30
alle 20 presso la casa Cantoniera in via Mantova 24.


Rete Diritti in casa

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